Franz Beckenbauer (Germania)

Eleganza. È la prima qualità che associ a Franz Beckenbauer. Elegante nell’aspetto, nel portamento e nei modi. Quel che vedevi in campo, ritrovavi fuori. Classe innata.

Niente di costruito, tutto spontaneo e naturale. Così naturale che non si fatica a capire perché Beckenbauer abbia avuto successo in tutto quel che ha fatto e che questo successo sia sempre stato accompagnato dall’ammirazione per quel garbo con cui sapeva gestire i successi più esaltanti come le sconfitte più cocenti. Avendo giocato sempre ai massimi livelli, ha conosciuto sia le prime che le seconde: due finali mondiali perse e un campionato europeo perso ai rigori (non rigori qualunque: quello decisivo è lo storico lob di Panenka).

Come calciatore sta appena mezzo gradino sotto Pelé, Maradona e Messi, accanto a Johan Cruyff, con cui ha dominato il calcio europeo e mondiale negli anni Settanta: tre coppe campioni consecutive alla guida dell’Ajax per Cruyff dal 1971 al 1973, tre per Beckenabuer col Bayern dal 1974 al 1976.

Nel frattempo anche una coppa Intercontinentale ciascuno, cinque palloni d’oro in due e un campionato europeo (1972) e un mondiale per il tedesco (1974). Un dualismo che ha segnato un’epoca e che ha avuto nella finale di Monaco di Baviera del Mondiale 1974 il suo crocevia, immortalato nella stretta di mano iniziale tra i due capitani.

Finale dei Mondiali 1974: Johan Cruyff e Franz Beckenabuer
Finale dei Mondiali 1974: Johan Cruyff e Franz Beckenabuer

Una foto iconica, che mette insieme i due fuoriclasse che si disputavano l’eredità di Pelé al vertice del calcio mondiale, oltreché emblemi di due squadre agli antipodi: la solidità tedesca opposta all’arrembante calcio totale degli olandesi.

Una sfida che si pensava avrebbe replicato l’esito dello storico quarto di finale della Coppa Campioni 1972-73, quando l’Ajax polverizza il Bayern 4-0 nella gara di andata, salvo concedere ai bavaresi un platonico 2-1 nella gara di ritorno. E invece sarà proprio 2-1 per la Germania il risultato della finale: passati in svantaggio al 1’ su rigore di Johan Neeksens, i tedeschi non vengono travolti dall’Arancia meccanica di Rinus Michels ma restano in partita, pareggiano con Breitner, sempre dal dischetto, per trovare il gol decisivo a fine primo tempo con Gerd Muller. Il secondo tempo vedrà proprio Beckenbauer salire in cattedra e frustrare tutti i tentativi olandesi di recuperare. Una finale che sublima pregi e limiti del calcio totale e certifica la forza della Germania, alla seconda finale mondiale in tre edizioni, dopo le sconfitte patite ai supplementari nel 1966 in finale a Wembley per per mano dell’Inghilterra di Bobby Charlton ai supplementari (4-2) e nel 1970 in Messico in semifinale contro l’Italia (4-3), che avrebbe poi perso la finale contro il Brasile di Pelé e Carlos Alberto, futuri compagni di squadra di Beckenbauer nei Cosmos.

Di quella Germania piena di campioni e personalità forti (Maier, Vogts, Breitner, Netzer, Overath, Bonhof) Kaiser Franz era il capitano e il giocatore faro: prima mediano, poi libero con licenza di avanzare. Il primo a dare questa interpolazione di un ruolo che sino ad allora era visto solo come l’ultimo bastione prima del portiere. Un talento naturale.

Non solo: un vincente seriale. Ai successi col Bayern e in nazionale vanno aggiunti anche quelli dell’esperienza americana ai Cosmos (tre titoli) e del ritorno in patria con la maglia dell’Amburgo, dove conquista la Bundesliga nella sua ultima stagione in Europa. Che Beckenbauer conosca la ricetta del successo qualunque veste indossi lo conferma da tecnico: da allenatore del Bayern vince una Bundesliga e una Coppa Uefa; da commissario tecnico della Germania in due partecipazioni alla Coppa del mondo, perde la finale 1986 contro l’Argentina di Maradona e vince quella di quattro anni dopo in Italia proprio contro i campioni uscenti. Beckenbauer è il secondo a riuscire nell’impresa di laurearsi campione del mondo sia da calciatore che da ct, vent’anni dopo Mario Zagallo, ex campione e ct del Brasile scomparso appena due giorni fa. LECHAMPIONS EUROPA


Franz Beckenbauer

Nato a Monaco di Baviera l’11 settembre 1945
Morto a Salisburgo il 7 gennaio 2024

Ruolo

Libero
Squadre
1964-1977 Bayern Monaco (582 presenze, 74 reti)
1977-1980 New York Cosmos (105 presenze, 21 reti)
1980-1982 Amburgo (38 presenze)
1983 New York Cosmos (27 presenze, 2 reti)
Nazionale
Germania Ovest (103 presenze, 14 reti)

Allenatore
1984-1990 Germania Ovest
1990 Olympique Marsiglia
1993-94 Bayern Monaco
1995-96 Bayern Monaco

Titoli
Campione del mondo 1974, 1990 (Germania Ovest)
Campione d’Europa 1972 (Germania Ovest)
3 Coppe dei Campioni 1973-74, 1974-75, 1975-76 (Bayern Monaco)
1 Coppa delle Coppe 1966-67 (Bayern Monaco)
1 Coppa Uefa 1995-96 (Bayern Monaco)
1 Coppa Intercontinentale 1976 (Bayern Monaco)
6 Bundesliga (5 Bayern Monaco, 1 Amburgo)
4 Coppe di Germania (Bayern Monaco)
3 Campionati Nasl (New York Cosmos)
2 Palloni d’oro (1972, 1976)

©LECHAMPIONS.it. Tutti i diritti riservati/All rights reserved.

, , , , , , , ,